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A
circa 40 anni dalla sua creazione a opera di Stan Lee e Jack
Kirby, dopo essere stato protagonista di una famosa serie
televisiva entrata nell'immaginario collettivo, finalmente
il Golia Verde sbarca sul grande schermo in un kolossal denso
di effetti speciali diretto da un grande autore, Ang Lee,
composto da un cast di prim'ordine, e |
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con
una sfida da vincere, trasformare un mostro verde alto 5 metri in
una creatura vera, dotata di sentimenti, tra i quali primeggia una
rabbia e una forza distruttiva.
18
mesi di lavorazione, circa 178 tra disegnatori e tecnici della Industrial
Light and Magic di Lucas e un regista da Oscar di nome Ang Lee,
questi sono gli ingredienti che la Universal Pictures ha usato per
far letteralmente irrompere sugli schermi il personaggio più
famoso e più complesso della scuderia Marvel, quell'incredibile
Hulk che, se fino a poco tempo fa era ricordato nell'immaginario
collettivo con le fattezze di Lou Ferrigno, ora rivive, in tutta
la sua possenza, grazie alle nuove tecniche digitali della Computer
Grafica, in quella che si |
annuncia
come una sorta di sfida a distanza con un'altra creatura digitale
recentemente apparsa sugli schermi, Gollum de "Il signore degli
anelli".Ma fin da subito, quando la Universal dichiarò
che il regista asiatico avrebbe realizzato l'adattamento per il
grande schermo del golia verde, era chiaro che il nome di Ang Lee
voleva dire |
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innanzitutto
cinema di qualità e la capacità di raccontare
quello
che sarebbe stato non solo un kolossal denso di effetti speciali,
ma soprattutto un dramma psicologico, la storia di un uomo in perenne
lotta contro se stesso e le sue emozioni, sentimenti che alla fine
appariranno come l'unico, vero effetto speciale della pellicola.Nonostante
la severa blindatura imposta dalla produzione alla trama, i primi
trailer e le immagini circolate su internet hanno fatto intuire
ai fedelissimi la fortissima attenzione del regista taiwanese alle
storie più significative del personaggio, soprattutto all'ormai
classico e storico ciclo realizzato dallo sceneggiatore Peter David
in cui veniva rivelato uno dei segreti più oscuri nella vita
del timido scienziato Bruce Banner, quello di un padre autoritario
e dispotico, vera causa scatenante della nascita dell'alter ego
bestiale di Banner e ricettacolo di una violenza per tanti anni
sopita e infine esplosa.
Per
riversare sullo schermo queste emozioni, figlie dell'animo turbolento
dello scienziato Bruce Banner, e costruire sullo schermo una pellicola
il più vicino |

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possibile
a quella che il regista ha considerato una tragedia greca ,
la Universal non ha voluto una star di prima grandezza, optando
invece per un attore misconosciuto e ormai emergente come il
33enne australiano Eric Bana, recentemente apparso in pellicole
come "Black Hawk Down" di Ridley Scott e che ora,
dopo una ricerca da parte
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della
Universal durata otto mesi, è pronto a ricoprire sullo schermo
il ruolo non facile di un uomo dilaniato dalle proprie insicurezze,
costretto a convivere con la furia distruttiva di un essere pronto
a trascinarlo in un vortice di follia pura. Accanto a Banner, la
dolce figura di Betty Ross, interpretata dall'attrice premio Oscar
Jennifer Connelly, non al suo primo film ispirato a un personaggio
dei fumetti (era anche nel divertente, ma flop ai botteghini, "Rocketeer"
di Joe Johnston) e che in "Hulk" avrà il ruolo
non solo dell'amata del protagonista, ma anche quello, ancora più
importante, di appiglio alla normalità per lo scienziato,
di donna forte in lotta contro tutti per la salvezza dell'uomo che
ama, unica speranza in un film dove Hulk verrà braccato costantemente
dai militari e
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