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Redazione Comicus

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Wolverine - Saudade

Wolverine – Saudade (Panini Comics, cartonato, 48 pagine a colori, € 9,00) testi di Jean-David Morvan, disegni di Philippe Buchet.

Guardando la copertina di Wolverine - Saudade si ha già uno strano presentimento... Colorazione approssimativa a parte, i nerd si accorgeranno subito che gli artigli del nostro canadese preferito, oltre a sembrare al contrario, spuntano anche dai punti sbagliati.
Lasciamo stare e dedichiamoci all'albo: gli autori francesi coinvolti, Jean-David Morvan ai testi e Philippe Buchet ai disegni, famosissimi in patria con Sillage, meno famosi qui in Italia, ci propongono un fumetto che fila liscio, senza intoppi e si fa leggere ma... Ma...
C'è qualcosa che non va. Senza dubbio.


Sarà forse il turpiloquio spinto di Logan? Il professor X che sembra semplicemente l'operatore di “Amico Telefono Mutante, mi dica sono il professor Xavier”? Le situazioni in cui domina in maniera assoluta la violenza senza vera motivazione? Il tocco fantasy-romantico “Toh! Guarda come ti piazzo anche qui il gusto francese del fumetto autoriale”? O semplicemente l'utilizzo di una suddivisione della tavola troppo poco aperta alle influenze originali del mutante artigliato?
Un'occasione sprecata come quella di Tsutomu Nihei in Snikt! (pubblicato in Italia qualche anno fa sempre da Panini in un 100% Marvel).

In definitiva un buon fumetto d'Oltralpe ma niente di più.
Se volete leggervi il vero Wolverine tornate pure ad Arma X!

 

 



Andrea Gadaldi

Dylan Dog 243

Dylan Dog 243 - L'assassino è tra noi (Sergio Bonelli Editore, brossurato, 96 pagine in b/n, € 2,50) testi di Tiziano Sclavi, disegni di Angelo Stano

Piove a dirotto e in un vecchio motel arrivano vari clienti, tra cui Dylan Dog.
Nient'altro da dire e da sapere sulla trama tessuta da Tiziano Sclavi e assolutamente nulla da eccepire alla maestria con cui Angelo Stano dipinge i vari protagonisti e l'atmosfera opprimente e densa di angoscia. La pioggia sembra pece in cui tutti coloro che sono coinvolti annaspano come naufraghi persi nella spirale distruttiva della follia di qualcuno.

Un delirio sensoriale, la sensazione che sia tutto sbagliato e tutto quello che stiamo vedendo non sia altro che è una allucinazione. Gli omicidi, le mutilazioni, i personaggi, tutto già visto, tutto già sentito e letto, particolari ripresi e riadattati e a volte subito smascherati nelle loro palesi citazioni.
Qualcosa è diverso però. Qualcosa ti tiene lì, sulla vignetta e sul dialogo e continua a insistere nel cervello a dirti: “Non va bene... No, non va bene.”

Si arriva alla fine e ci si rende conto di tutto.
Si sorride (o si impreca), stupendosi davanti a una delle migliori storie di Dylan Dog.
O no?

 

 



Andrea Gadaldi

Ford Ravenstock

Ford Ravenstock – Specialista in suicidi (Panini Comics, brossurato, 48 pagine a colori, € 4,00) testi di Susanna Raule, disegni di Armando Rossi

Ford Ravenstock è il fumetto vincitore del Lucca Project Contest 2005, prima edizione del concorso istituito dalla prestigiosa kermesse e dedicato a esordienti o semi-esordienti, il cui premio è la pubblicazione da parte della Panini.

In questo volume facciamo la conoscenza dell’affascinante quanto singolare protagonista, un giovane e depresso aristocratico - quasi un incrocio tra Sherlock Holmes e Oscar Wilde - attratto dalla morte, che per lavoro procura "suicidi su commissione". Un lavoro pulito.

Difficile prevedere un esordio migliore. Ford Ravenstock è un fumetto divertente, caratterizzato da dialoghi brillanti e da battute memorabili, scritto con una bravura e un mestiere che non ci si aspetterebbe da un esordiente.
I disegni, debitori sia della ligne claire francese che di un certo stile indipendente americano, sono perfetti per rendere l’atmosfera giallo-noir della vicenda.
La trama, piuttosto elaborata e molto ben orchestrata, si rivela più che all’altezza dell’intrigante idea alla base del fumetto e lascia chiaramente intendere che le vicende di Ford e della sua antagonista, la detective Moore, sono solo all’inizio.

Ci auguriamo che la Panini voglia dare la possibilità a questi bravi autori di continuare con la loro opera.



Andrea Cassola

Freccia Verde Speciale 1

Freccia Verde Speciale 1 (Planeta DeAgostini, spillato, 72 pagine a colori, € 4,95) testi di Judd Winick, disegni di Phil Hester

Laddove la Play Press è stata costretta a chiudere una serie di TP, la Planeta tenta la strada del nuovo formato, per di più sottocosto per un albo da fumetteria: una storia in meno rispetto ai normali volumetti, tolta la brossura, si passa a 5 € circa.
Anche il contenuto non è male. A parte alcuni refusi (che ipotizziamo commessi in fase di lettering), concentrati soprattutto nell'ultimo capitolo, questa pare a oggi, dopo tante false partenze, la migliore proposta da parte dell'editore spagnolo.

La storia è collegata direttamente al ciclo precedente, raccolto nell'ultimo TP di Green Arr... ops, Freccia Verde, edito dalla Play. All'interno due faccende cruciali per Oliver Queen, a ridosso di Infinite Crisis, con la fuoriuscita dal cast di un personaggio importante e l'ingresso in scena di un nuovo avversario.
Storie supereroistiche urbane come nella tradizione di Freccia Verde, con quel pizzico di dramma umano in cui è specializzato Judd Winick. Non saremo ai livelli dei precedenti cicli di Winick o Meltzer ma siamo davanti a un buon serial. Peccato che presto la fuoriuscita del duo artistico Hester/Parks, sostituiti indegnamente, abbasserà la qualità della serie.

In chiusura dell'albo una scheda molto poco approfondita sul protagonista. Piuttosto sarebbe stato meglio spiegare cosa è successo nel ciclo di storie immediatamente precedente.



Marco Rizzo
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