
#1 - LA PALUDE
DELLE NEBBIE
Avalon,
la mistica città patria dei protettori dell'Universo, torreggiava
sulla cima di un'ampia collina. Le sue enormi torri, circondate da bianche
nuvole, ricordavano al mondo i nove sigilli magici che proteggevano la
città da qualsiasi attacco esterno. Al centro delle torre centrale,
ad oltre 500 metri dalla base, si trovava il centro di potere della città
stessa, il luogo in cui tutti gli eroi destinati a proteggere il mondo
si riunivano, ovvero la Tavola Rotonda.
All'altezza di ognuno dei 13 posti a sedere c'era una sfera che sembrava
colma di un fluido biancastro e vischioso, che roteava continuamente al
suo interno. Lungo il perimetro della sala c'erano 13 ingressi, ognuno
adornato con il simbolo del custode di quell'ingresso. Improvvisamente
una delle porte, quella contrassegnata con una A stilizzata, si aprì
e dal suo interno apparve un uomo alto, dalla corporatura robusta, che
indossava una leggera armatura di maglia blu e un elmo di metallo dello
stesso colore che copriva i tratti del viso, facendo vedere solo gli occhi
e la bocca. Sul braccio destro portava la sua arma, uno scudo rotondo
e affilato, di colore anch'esso blu, con sopra disegnata una A dai bordi
rossi e dal riempimento bianco. Il suo nome era Capitan Avalon, ed era
la leggenda vivente che animava la città di Avalon, colui che l'aveva
rifondata dopo averla liberata, in tempi immemori, dalla malvagia creatura
nota come Lord Skull. Si avvicinò al suo posto a sedere e la sfera
brillò, mostrando delle immagini. Capitan Avalon posò lo
scudo accanto alla sedia, appoggio i gomiti sul tavolo e incrociò
le mani, appoggiandovi sopra la testa.
- Fantasma di Pietra, ci sono novità?
Una creatura mistica apparve attraverso il pavimento. Non lo stava attraversando,
ma lo usava per attribuirsi un volume ed una sostanza. Le origini di questa
creatura erano ignote tanto quanto i suoi poteri. L'unica cosa che Capitan
Avalon sapeva, è del suo legame con Gypsy Witch, altro gli era
ignoto.
- Ci sono giunte voci di una minaccia che si aggira tra le paludi di Cardoon,
a nord di Avalon, tra i monti Faired.
- Che ti po di minaccia?
- Nessun dettaglio specifico, sappiamo solo che molti villici sono morti
in quelle paludi, e le cause, a detta dei pochi
sopravissuti alle spedizioni di ricerca, non sono naturali.
- Bisognerà indagare su questa storia, prima che voci allarmanti
giungano a turbare la pace di Avalon. Chi è disponibile?
- Pochi mio signore. Ci sono Iron Knight, Lungarco, Blackbird e Star Knight
- E gli altri?
- Donar è in missione su Asgard, insieme a Sealord. La Gigantessa
di Giada, insieme a Pixie e Daystar sono in missione di pace nel regno
di Archeton. Infine Tsarina, Chevalier e Black Knight stanno combattendo
sul fronte meridionale.
Capitan Avalon scuotè il capo.
- Chiama Iron Knight e Lungarco, voglio parlare con loro.
- Sarà eseguito! - rispose il Fantasma di Pietra, affondando di
nuovo nel pavimento.
Dopo pochi attimi i due guerrieri della Tavola Rotonda apparverò
dai rispettivi portali, uno con un arco e una faretra inciso sopra, e
l'altro con una maschera che copriva tutto il volto.
Lungarco si rivolse ad Avalon con la sua abituale allegria.
- Allora? Quali eserciti dobbiamo sbaragliare oggi? Lord Skull è
tornato a far sentire il suo alito pestilenziale? Oppure Kangor minaccia
ancora il tessuto della magia?
- Piantala di fare il buffone, - lo interruppe Iron Knight con la sua
voce metallica - credo che Capitan Avalon abbia una missione importante
da affidarci.
- Hai ragione in parte, mio cavaliere. E' una missione che vi devo affidare,
tra le paluti di Cardoon, e non so se è seria oppure semplice,
e non l'affido a voi, ma l'affido a noi, visto che vi accompagnerò.
Il volto di Lungarco si riempì di stupore.
- Abbandonare il tuo regno per una missione qualsiasi e non per una guerra?
Mio signore, mi sembra azzardato!
- Le paludi di Cardoon, che io sappia, fanno parte del mio regno, ed è
quindi mio dovere riportare la tranquillità in quei luoghi, anche
se si tratta solo di malmenare qualche soldataccio!
Il silenzio imbarazzato fu interrotto da Iron Knight.
- Ho trasferito tutte le informazioni nella memoria mistica della mia
armatura, possiamo partire subito!
Capitan Avalon si alzò in piedi, afferrano lo scudo.
- Ed è quello che faremo.
Asgard.
Il Regno Dorato, casa degli Dei nordici, protettori del mondo, è
da tempo sotto il giogo dei Giganti. Per questo da Avalon sono giunti
Donar, figlio di Odin, e Sealord, amico e compagno d'avventura, signore
di tutti i mari del mondo noto e ignoto. La situazione era precaria, come
fece appunto notare Odin al figlio.
- Il tuo fratellastro Loki ha rivelato ai Giganti come accedere alla città
senza varcare le mura.
- E' possibile fare una cosa del genere, mio Signore? - chiese Donar,
stupito di un simile punto debole.
- Si, dal tempio di Hela, signora degli Inferi. Loki ha dato accesso ai
giganti agli Inferi, e da lì stanno premendo per entrare in città.
- Che vile traditore!
Odin scosse il capo.
- Tutto questo mi fu detto dall'Ygraddsil quando decisi di far entrare
Loki, il cui retaggio è noto, nel regno Dorato! Prima o poi sarebbe
successo, ed infatti le profezie sono state veritiere.
- Mio Signore, permettetemi di uccidere il mio fratellastro!
Odin scosse nuovamente il capo.
- Io te lo concedo, ben sapendo che sarà tutto inutile! Tutto è
scritto, figlio mio, e quindi IO SO che Asgard perirà sotto i colpi
dei Giganti!
Donar si alzò in piedi, agitando in aria il Martello di Uru, la
sua arma mistica.
- NO PADRE! ASGARD VIVRA' IN ETERNO, ED IO LA DIFENDERO' A COSTO DELLA
MIA VITA!
Odin si alzò in piedi, e si avvicinò il figlio. In un primo
momento era deciso a punirlo per aver violato l'etichetta divina, poi
cambiò idea e l'abbraccio.
- Figlio mio, il tuo ardore mi commuove. Sappi che non sono affatto rassegnato
a vedere crollare la mia città, e che anzi ho chiesto aiuto a tutti
gli altri Regni Divini affinchè vengano in nostro soccorso. Zeus
ha accettato di mandare Heracles alla guida di mille guerrieri spartani,
mentre dal regno Orientale arriveranno migliaia di guerrieri di terracotta.
E' altri regni stanno rispondendo in questo momento alla mia chiamata.
Finché avrò forza, anche io difenderò Asgard.
Donar sorridette, ricambiando l'abbraccio del padre, sotto lo sguardo
attento di Sealord.
Qualche
ora dopo, Capitan Avalon e Lungarco galoppavano lungo le colline di Arhmar,
in direzione nord, seguiti in volo da Iron Knight.
- Questi destrieri sono dei veri portenti, - disse sorridendo Lungarco
- sono veloci come fulmini, in grado di percorrere in breve tempo grossi
tratti.
- Sono intrisi della magia di Circe, altrimenti sarebbero normalissimi
cavalli.
- Lo so, ma permettimi di stupirmi, altrimenti la mia vita diventerebbe
noiosa!
Senza dir altro i tre cavalieri proseguirono verso i monti Faired, dove
si trovavano le paludi di Cardoon.
Regno
di Archeton.
Lady Masquerade, la signora di quelle terre, fissò le tre donne
mandate da Avalon per stipulare un accordo di pace dopo decenni di guerre
tra i due reami. La prima, la gigantessa di Giada, era una donna alta,
prosperosa e muscolosa, la sua pelle era di un verde brillante e il suo
volto esprimeva una saggezza che mal si adeguava al suo corpo. Pixie invece
era pressocchè invisbile, visto il suo piacere di vivere alle ridotte
dimensioni di una vespa. Photon invece era un vero mistero: la sua pelle
color ebano emanava una grazia palpabile ma intoccabile nello stesso tempo,
mentre il suo potere, perchè ogni membro dei protettori di Avalon
sembrava essere dotato di un potere o di una particolarità, era
invisibile agli occhi di tutti.
La reggente, il cui volto era nascosto da una maschera di oro puro, si
alzò in piedi.
- Mio padre, il duca Nefaria, ha sempre condotto verso Avalon una guerra
insensata, ricca di sconfitte e umiliazioni. Ora che lui è scomparso
da qualche mese, mentre cercava di entrare in Avalon con la sua squadra
scelta dal nord, io sua figlia ho deciso che questa barbarie deve cessare,
e vi ho quindi invitati a discutere con noi un trattato di pace che possa
giovare ad entrambi i popoli.
La Gigantessa di Giada fece un passo avanti.
- Per conto del nostro sire, Capitan Avalon, ho da avanzarle due richieste
preliminari, negate le quali i colloqui non potranno andare avanti.
Lady Masquerade sorrise sotto la maschera. Sapeva che questa sarebbe successo
ed era preparata. Gli streteghi e i legali di corte avevano studiato tutte
le possibilità, e questa sembrava la più probabile.
- Vi ascolto.
- Primo, le truppe di stanza sul confine verranno ritirate di almeno venti
miglia, e i villaggi usati come roccaforti durante la guerra verranno
gestiti da milizie di pace di entrambi i regni.
Ammesso che voi abbiate le milizie di pace, stette per aggiungere la Gigantessa,
ma si morse la lingua prima di dire qualcosa d'irreparabile.
- Ragionevole. Bisognerà discuterne i particolari, ma sono tendenzialmente
favorevole.
- Secondo, i tributi di quei villaggi verranno riscossi dal regno di Avalon
come parziale contropartita delle sconfitte subite.
Lady Masquerade si irrigidì. Lei non si era arresa, non aveva proclamato
nessuna resa con il regno di Avalon, voleva solo la pace, nulla di più,
e invece costoro si comportavano come vincitori e invasori. Si girò
verso il suo diretto consigliere, che gli fece un lieve cenno di assenso
con il capo. Lei non capiva dove voleva andare a parare, ma decise di
adeguarsi.
- E sia!
La Gigantessa di Giada sorrise.
- Non appena avrà promulgato gli atti necessari affinchè
queste condizioni si verifichino, inizieremo i trattati di pace. Noi rimarremo
comunque nel suo regno per la prossima settimana, così da non perdere
tempo prezioso in inutili viaggio.
Le tre donne di Avalon si inchinarono, poi si allontanarono dalla sala.
Lady Masquerade si alzò in piedi e si avvicinò al suo consigliere.
- Perchè mi hai fatto dire si? E' un soppruso!
- Mia signora, abbiamo una settimana di tempo per poterle indurre a cambiare
idea, perchè accellerare un no quando possiamo, con la dovuta calma,
trasformarlo in si?
Paludi
di Cardoon.
Capitan Avalon, Lungarco e Iron Knight osservavano guardinghi le nebbie
che ricoprivano le puzzolenti acque. Avevano parlato con la popolazione
locale, acclamati come salvatori, e avevano scoperto che questa storia
andava avanti da qualche mese. Dapprima semplici cittadini, poi soldati,
miliziani, mercenari e addirittura un borgomastro erano entrati in questa
palude, senza farvi più ritorno. Il terrore si era sparso per le
terre circostanti, come se una pietra fosse stata lanciata in uno stagno
e le onde concentriche pian piano si allontanassero dal punto di impatto,
fino a lambire il regno di Avalon.
- Iron Knight, cose sente la tua armatura mistica? - chisse Capitan Avalon
al guerriero.
- Tracce di magia, lontana e indecifrabile, ma potrebbe non voler dire
niente!
- Io dico di entrare, di far fuori il mostro, perchè sicuramente
ve ne è uno, e di tornare indietro a rassicurare i cittadini, magari
con un bel sopravissuto! - commentò Lungarco.
Capitan Avalon si toccò il mento con la mano, poi fece un cenno
di assenso con il capo.
- E sia, entriamo!
Lui e Lungarco salirono in groppa ai cavalli, inoltrandosi tra la acque
immote, mentre Iron Knight iniziò a sorvolare in volo la palude.
Poi improvvisamente qualcosa lo colpì, facendolo cadere al suolo.
Capitan Avalon lanciò lo scudo nella direzione da cui gli era sembrato
fosse partito il colpo, ma quest'ultimo cadde a terra, colpito da qualcosa,
senza che il suo proprietario riuscisse a riattirarlo a se.
Lungarco come un lampò caricò l'arco con una freccia, ma
il suo avversario fu ancora più veloce e lo colpì in pieno
volto, sbalzandolo da cavallo e cadere nelle acque putrride, privo di
sensi.
Con un balzò Capitan Avalon cercò di raggiungere il suo
scudo, ma un altro colpo lo prese al volo, facendolo finire contro un
albero.
- Incredibile! - disse una voce degna di un uomo di comando - Io attendevo
i protettori di Avalon, così da poterli sconfiggere tutti, perchè
nessuno di loro si immagina che ci sia io dietro tutto questo, e invece
mi ritrovo davanti a me, sconfitto, Capitan Avalon in tutto il suo splendore.
La figura umana avanzò tra le nebbie e lentamente i suoi tratti
si delinearono meglio, mostrando la sua armatura, e soprattutto il suo
volto.
- Non è possibile! - esclamò la leggenda di Avalon, fissandolo
negli occhi - Eri stato dato per morto!
- Disperso, mio caro nemico, disperso! Io, duca Nefaria, come puoi vedere,
sono ancora vivo!
Note
dell'autore:
eccovi a voi una nuova maxiserie Whati If con i Vendicatori, ma non quelli
originali, ma quelli creati dalla premiata ditta Busiek/Perez nel corso
dei numeri 2 e 3 dei Vendicatori post-rinascita, ovvero la versione fantasy,
con chiari e precisi riferimenti al ciclo brettone. Spero che questa revisione
molto giocosa del supergruppo degli eroi più potenti della Terra
vi piaccia, e vi invito a seguire l'intera maxiserie per scoprire cosa
succederà entro il 18mo, e ultimo, episodio. |